Reportage dall’incidente di Londra

Un’elicottero a terra. A Londra c’erano anche fumo e fuoco (foto via @Globalnews)
 
Due morti, tredici feriti e una città sotto shock. E’ questo il bilancio temporaneo dell’incidente che ieri a Londra ha visto un elicottero schiantarsi vicino a Vauxhall, zona appena a sud del Tamigi. Alle otto del mattino, nell’ora in cui Londra va più di fretta, una nebbia più fitta del solito ha avvolto la cima del lussuoso grattacielo di St Georges Wharf Towere ha impedito al cinquantenne Pete Barnes, pilota dell’elicottero Augusta 109, di vedere la gru ad esso collegata. Eppure il pericolo era noto. MeteoGroup, servizio meteo della capitale,aveva messo in guardia sulla presenza di banchi di nebbia a bassa quota.

Non solo. Il 7 gennaio scorso le società di aerotrasporto che operano su Londra erano state avvisate della presenza di quella gru montata nel bel mezzo del “autostrada aerea” che Londra riserva agli elicotteri. Non è servito. Infatti, nonostante il pilota avesse deciso per un atterraggio di emergenza in un eliporto delle vicinanze, l’errore umano ha avuto il sopravvento: l’elicottero si è schiantato ed è precipitato innescando un incendio e folate di denso fumo nero che i pompieri hanno faticato a domare. Sotto, i pendolari bloccati in coda su Nine Elms Lane, stradone di collegamento tra ilsud residenziale e l’ovest lavorativo, non hanno fatto in tempo a comprendere il pericolo che l’elicottero abbattutosi a terra è esploso. “Poteva essere molto peggio – ha detto un capo della polizia locale Neil Basu – quando il pezzo della gru che l’elicottero ha staccato è caduto in mezzo a Nine Elms Lane il semaforo era rosso e la strada deserta. Fosse stato verde i morti sarebbero stati di più”. Piccola soddisfazione nel mezzo di una grande tragedia.
 
L’arrivo tempestivo dei pompieri e dei soccorsi medici ha comunque limitato i potenziali danni: la gru è stata stabilizzata, dei tredici feriti sei sono stati curati sul posto e gli altri sette, uno dei quali con una gamba rotta, portati all’ospedale. Il Primo Ministro inglese, David Cameron, si è detto “dispiaciuto” per la famiglia delle vittime e ha ringraziato i soccorsi per la loro “professionalità”. Il commiato è stato poi ripetuto dal sindaco della città Boris Johnson. RotorMotion, la società inglese proprietaria dell’Augusta, ha confermato che l’elicottero era partito alle 7:32 di mattina da Redhill, cittadina della contea del Surrey, a sud est di Londra, per raggiungereHertfordshire, la locationdi alcuni studi cinematografici dove sono filmati i programmi dell’emittente britannica ITV come “Chi Vuole Essere Milionario” e “Il Grande Fratello”. 
 
C’è quindi chi ha pensato fosse morta una star o un grosso produttore televisivo e anche chi ha denunciato l’atto terroristico. Il grattacielo di Saint George si trova infatti a meno di cento metri dalla sede centrale dell’M16, i servizi segreti di sua maestà. E, come ha riportato per primo il quotidiano Britannico Daily Telegraph,appena dopo l’esplosione negli uffici dell’M16 è partito in automatico il sistema di “lock-down” che difende l’edificio in caso di attacco. L’atto terroristico (per fortuna) si è rivelato un falso allarme, ma le due vittime – il pilota e il passante ignaro – rimangono una piccola tragedia per la capitale d’oltre Manica. La verità si saprà soltanto tra qualche mese dopo le analisi della black boxdell’elicottero.
 
Questo articolo è apparso originariamente su: L’Unione Sarda
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