Perche’ baciamo?

 
 
un bacio (foto via @BrooklynMuseum)
 
E’ uno di quei casi in cui cinema, letteratura e arte anticipano la ricerca scientifica. Quasi un millennio dopo il bacio costato l’eternità a Paolo e Francesca, un secolo dopo quello di Klimt, cinquant’anni dopo l’iconica scena in bianco e nero interpretata da Vivien Leigh e Clark Gable in Via col Vento, uno studio del dipartimento di psicologia sperimentale dell’Università di Oxford ha posto solide basi per dimostrare come il bacio sia molto più di un semplice atto carnale ed erotico. 

In un’inervista, Rafael Wlodarski, il ricercatore di Oxford artefice del saggio Un Esame delle Possibili Funzioni del Bacio nelle Relazioni Romantiche, racconta che per gli esseri umani «la scelta di un compagno o di una compagna e’ un’attività complessa e il bacio rappresenta lo strumento principale di guida in questa selezione». E i motivi sono tutt’altro che romantici. Perché per la maggior parte degli animali, la scelta del partner avviene principalmente grazie all’olfatto: feromoni, androsterone e numerosi altri chemio-segnali prodotti nelle ghiandole esocrine garantiscono la capacità di giudicare gli altri membri della specie, capire qual e’ il partner adeguato, intuire se sarà in grado di garantire o meno figli sani e robusti e, di conseguenza, la continuità della specie. Tutto questo gli uomini non sono in grado di farlo perché dei cinque sensi l’evoluzione ha privilegiato su tutti quello della vista attribuendo all’olfatto un’importanza molto minore. Ed il sostituto di questa mancanza, spiega Wlodarsky con un tono un po’ smaliziato, «e’ proprio il bacio». Una teoria che, almeno a livello intuitivo, sembra del tutto corrente con la storiografia stessa del bacio e con le tradizioni di quelle culture in cui il così detto «bacio alla francese», oggi il più diffuso sul pianeta, non e’ ancora stato adottato. I numeri evidenziano che per il 90 per cento degli uomini e delle donne il bacio ideale e’ quello di Humphrey Bogart e Lauren Baccal in Acque del Sud in cui i due, lui il padrone di una piccola barca con la quale porta in giro i turisti in Marocco e lei una viaggiatrice americana senza meta, finalmente si innamorano (nel film, come poi nella vita reale). Esiste però un dieci per cento di persone per cui il bacio, e soprattutto la sua estetica, riflettono più da vicino il significato originale di sostituto di mai sviluppate capacità olfattive.

 

L’esempio più noto e’ forse quello del così detto «bacio all’eschimese» che nonostante Hollywood e la sua indiscussa egemonia sull’immaginario collettivo del pianeta resiste imperterrito. I primi riferimenti storici al bacio – anche se, e’ importante sottolineare, questo non vuol dire che prima non si baciasse o ci si baciasse di meno- vengono dall’India e sono stati ritrovati all’interno di una poesia del 1500 avanti cristo in cui l’anonimo autore, per mancanza di una parola designata a descrivere l’azione, si riferisce a due persone nell’atto di  «odorarsi con la bocca». E sempre di quel periodo sono delle incisioni trovate in Egitto in cui un uomo e una donna sono uniti, bocca a bocca e naso a naso. Un balzo in avanti di quasi un millennio vede Alessandro Magno, invaghito della pratica, riportare la tradizione indiana in patria dopo una delle sue imprese militari in oriente. Dalla Grecia a Roma il passo e’ stato rapido, esattamente come il diffondersi dell’utilizzo del bacio nel resto d’Europa e poi in America. Ma i risultati dello studio non si limitano a spiegare il motivo per cui gli uomini baciano. Wlodarsky e la sua squadra danno anche una spiegazione sul perché anche dopo aver trovato il partner giusto, il Mr. Darcy di Jane Austen, uomini e donne continuano a baciarsi. Secondo il ricercatore di Oxford il bacio e’ anche lo strumento con il quale uomini e donne aspirano a una parziale monogamia e a tenere viva e intima una relazione già avviata. Delle 902 persone intervistate – 594 donne e 308 uomini di un’età’ compresa tra i 18 e i 63 anni, il 78.3 per cento circa di origine caucasica, il 4.6 per cento latino, il 3.1 per cento asiatico  – la maggior parte (il 64 per cento) si e’ trovata d’accordo nel definire il bacio come il gesto «più vicino a un’espressione d’amore». Non il sesso o il concedere il proprio corpo a un altro dunque, ma il bacio; paradossalmente quel gesto spontaneo che elargiamo come primo passo di qualsiasi nuova relazione. Sorge però spontanea una domanda: come può un bacio il cui scambio e’ appunto il primo e fondamentale gesto di una relazione, tramutarsi poi nell’elemento più intimo – anche più del sesso – di quella stessa relazione? Qui lo studio non da’ risposte e Wlodarsky divertito scherza su come «in università si analizzano i fatti, si osserva come funzionano i processi di accoppiamento tra gli esseri umani ma non sempre i motivi dietro questi fenomeni sono apparenti. O almeno in questo caso non ancora». Nel tentativo di fornire una prima spiegazione il ricercatore di Oxford cita uno studio sullo prostituzione condotto nel 2000 da Joanna Brewis e Stephen Linstead. I due docenti dell’università’ di Leicester, Inghilterra, hanno riscontrato che sono numerose le lavoratrici del sesso a non baciare i propri clienti; forse proprio per non concedere quel grado di intimità che va al di là del rapporto fisico e implica un coinvolgimento mentale.

 

Viene a mente una grandissima Julia Roberts in Pretty Women nel ruolo di prostituta che al tentativo di bacio di Richard Gere, il cliente, risponde lapidaria: «Sarò una puttana, ma non bacio». O ancora la celebre frase di Pierre Louÿs, scrittore dandy francese vissuto a cavallo tra 19esimo e 20esimo secolo che in Afrodite sentenzia «l’amore degli uomini si distingue dalla stupida foia delle bestie soltanto per due funzioni divine: la carezza e il bacio». Le statistiche di Wlodarsky mostrano anche come per le donne, rispetto agli uomini, il primo bacio scambiato e’ considerato molto più importante (il 30 per cento circa) per determinare il partner. Non soltanto. Sono sempre le donne a dare più peso ai baci in seguito all’atto sessuale rispetto agli uomini (sempre intorno al 30 per cento) e a utilizzare quest’ultimo come strumento per determinare il livello di impegno dell’altro nella relazione (sempre un terzo in più rispetto agli uomini). E anche qui viene da porsi una domanda: cosa c’e’ alla base di queste differenze. Centra forse la parità dei due sessi nell’atto del bacio? Si tratta forse della mancanza di un ruolo predefinito dell’uomo e della donna e l’assenza di distinzione tra chi penetra e chi viene penetrato? Durante il bacio uomini e donne sembrano essere per una volta sullo stesso piano – non ci sono rapporti di potere coinvolti. Le domande lasciate in sospeso da Un Esame delle Possibili Funzioni del Bacio nelle Relazioni Romantiche sono numerose. La principale e’ il nesso nel processo di evoluzione del bacio: se gli uomini hanno sviluppato prima l’utilizzo strumentale del bacio per la ricerca del partner o se questo e’ una conseguenza diretta della capacità del bacio di creare intimità e l’illusione di un rapporto di monogamia. «Questo ancora non si sa – conclude Wlodarsky – con il tempo speriamo però di scoprirlo. Unica cosa certa per adesso e’ che il bacio e’ molto di più di un atto carnale ed erotico: e’ l’atto che forse più ci contraddistingue come uomini». Una conclusione romantica che al contrario dei desideri dei ricercatori di Oxford andrebbe forse lasciata così com’e’, inesplorata e senza risposta. Perché quello di Wlodarsky sembra un tentativo di razionalizzare elementi della vita appartenenti alla sfera dell’irrazionale e non c’e’ ragione per cambiare questo assetto. La verità e’ forse che non deve esserci sempre un motivo; alcune cose e’ un bene che rimangano ombre, almeno in parte incomprese. Se tutto avesse una spiegazione, sorpresa e stupore, elementi fondamentali del bacio e dell’innamoramento, potrebbero non esistere più , almeno così come li conosciamo oggi.

 

Questo articolo e’ stato scritto per il Blog

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