Satispay: pagare con un messaggio

I tre fondatori di Satispay ( foto via@Satispay)

I tre fondatori di Satispay ( foto via@Satispay)

Sono rimasto un po’ deluso da Google Wallet”, esordisce Alberto Dalmasso, 30 anni, fondatore, assieme a Dario Brignone e Samuele Pinta, di Satispay, startup milanese con una missione ben precisa: “Eliminare il contante e l’intermediazione delle banche nelle piccole e medie transazioni”. Un obiettivo ambizioso ma che ha trovato il responso degli investitori. Dopo un primo round dove, grazie a risparmi personali dei tre fondatori e quelli di alcuni amici e famigliari, sono stati rastrellati 400 mila euro, il secondo ne ha raccolti ben 5.1 milioni. Rispetto ai classici sistemi di e-payment, spesso ancora legati ai circuiti delle carte di credito e dunque soggetti a commissioni bancarie, per usare Satispay basta avere un Iban. Il resto richiede il tempo di un messaggio Whatsapp. Soprattutto: e’ a costo zero per le transazioni tra privati e di 0,20 centesimi per quelle tra privati ed esercenti (per importi superiori ai 10 euro). Con Satispay, dunque, dividere le bollette con i coinquilini, il conto al ristorante e, non ancora ma presto (la startup e’ in trattativa con alcune grosse catene di distribuzione come Calzedonia), pagare i negozianti, diventerà meno costoso e molto più efficiente di prima. Per capire il potenziale basta prendere in considerazione uno studio della Brookings Institute citato da David Wolman nel libro The End of Money (2012) secondo cui il passaggio da un’economia di carta ad un’economia elettronica farebbe guadagnare ad un paese fino all’un per cento del Pil, un numero che per l’Italia si aggirerebbe intorno ai 16 miliardi di euro. Al momento la startup e’ ben lontana da questi obiettivi. Gli utenti ad aver scaricato l’app sono ancora poche migliaia e quelli ad usarla ancora meno. I trend però sono dalla loro parte. Idea simile – quella di scavalcare l’intermediazione bancaria per ridurre i costi di transazioni a favore del consumatore – e’ alla base del successo di Transferwise, startup londinese che permette di mandare denaro tra diversi paesi a costi molto bassi e valutata oggi intorno a migliaio di euro. “Le banche – continua Dalmasso – sono state per troppo tempo protette da forti barriere all’entrata. Verità e’ che a volte i cambiamenti tecnologici sono così forti da riuscire a scavalcare queste barriere”. Quale la visione di lungo termine di Satispay? 400 mila clienti in tutta Italia entro la fine dell’anno e conquista del mercato britannico o tedesco, i più avanzati in Europa dal punto di vista dell’ e-payment, a partire dal 2016. Se la visione dei fondatori di Satispay diventasse realtà, Google Wallet sarebbe davvero superato. E per il meglio.

Questo articolo e’ stato scritto per Studio

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